L’arte di RINGRAZIARE

L'arte di RINGRAZIARE

Arricchire la comunicazione con gli altri vuoi dire anche saperli ringraziare quando fanno qualcosa che si è recepito come positivo.

Il segreto perché questo ringraziamento diventi una vera e propria festa, più appagante per l’altro e per se stessi? Non limitarsi a un lapidario “grazie” oppure a un giudizio tipo “sei stato bravo”, “sei stato gentile” ecc; ma dire che cosa si è provato ricevendo la sua attenzione, il suo gesto, la sua azione, in quale bisogno ci si è sentiti gratificati.

Così si evita anche il ritrarsi dell’altro di fronte a un ringraziamento che può sentire come troppo diretto o avaro di parole.

Sentirsi apprezzati è qualcosa di veramente bello, da non negare agli altri e naturalmente neanche a se stessi.

3 Responses

  1. Elena
    Elena - at - - Reply

    Vi ho conosciuto attraverso un testo di Rosenberg.

    Vi leggo in questo post.
    Strepitoso per me perché mi sento coinvolta , mi sento riportata in scene di finti ringraziamenti ricevuti.
    Ringraziamenti che il tempo hanno rivelato essere stati, di circostanza.

  2. Chiara Orlando
    Chiara Orlando - at - - Reply

    Buonasera, grazie per questa riflessione illuminante. Non è semplice esprimere la gratitudine, soprattutto mo chiedo come posso farlo al mio bimbo di 3 anni. Hi Giuda eliminato il “bravissimo/ bravo” che spesso mi irritano detti da altri poiché sottendono al concetto “hai fatto quello che ti ho inposto di fare io” però in effetti molte volte gli dico “sei stato gentile/ premuroso/….”. Cme posso migliorare ulteriormente? Potrei avere un esempio pratico? Parlando di come mi sono sentita io?

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